Smart working

Lo #smartworking esiste da anni, ma ultimamente è stato adottato dalla maggior parte delle aziende, senza che i lavoratori potessero esprimere il loro accordo.

È stato un cambiamento dirompente, improvviso e per alcuni profondamente negativo.

Si definisce “smart working” una modalità di lavoro priva vincoli di luogo, da cui esercitare la propria attività, e di tempo in cui portarlo a termine.

Due fenomeni negativi che i lavoratori in smart working, oggi, stanno accusando maggiormente sono:
l’ #isolamentosociale ed il “#workaholism” (ovvero
l’ #iperconnessione ).

Hanno l’effetto di diminuire la produttività e la motivazione della persona, di portarla a sentirsi spossata, depressa e talvolta soffocata dal lavoro.

Manca il contatto umano, fatto di relazioni anche amichevoli e informali, tipico del precedente luogo di lavoro, viene meno l’organizzazione dei compiti come team e la “sorveglianza” dei superiori.

Vengono a mancare il contesto e gli stimoli che regolavano l’agire della persona sul lavoro.

Lavorare dal luogo in cui eravamo soliti “tornare” con orari flessibili, ci ha privati di punti fermi come “l’orario fisso” ed il tragitto “casa – lavoro”, coordinate in grado di separare il lavoro dal resto della giornata.

Attendere disposizioni dal capo o dai colleghi via mail o via whatsapp, strumenti che hanno sempre caratterizzato le nostre interazioni extra-lavorative, ci fa sentire costantemente operativi ed attivi sul lavoro e a lavorare più del tempo previsto, non staccando mai realmente.

Ci sono diverse strategie per sopravvivere allo smart working, se la situazione non dovesse migliorare si può sempre consultare un professionista.

Dedica una sola stanza al lavoro, in cui né mangi mentre lavori, né perdi tempo e ti vesti come quando vai fisicamente a lavoro, ciò ti permetterà di separare fisicamente il tempo in cui devi essere operativo dal resto della giornata.

Rispetta gli orari che avevi quando andavi in ufficio, comprese le pause.

Proponi ai colleghi di sentirvi per mantenere i contatti.

E tu? Come ti trovi a lavorare da casa?

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